L’infanzia e l’inizio della carriera marittima
James Cook nacque il 7 novembre 1728 a Marton, un piccolo villaggio nel distretto di North Yorkshire, in Inghilterra. Era il quinto dei sette figli di James e Grizzie Cook, una coppia di contadini modesti. La giovinezza di Cook fu segnata da una formazione basata sulla pratica e sull’apprendimento manuale, essendo stato iscritto a scuola per poco tempo.
Iniziò la sua carriera marittima all’età di 13 anni, quando si arruolò come ragazzo di bordo su una nave mercantile della captain-cooks.it Royal Navy. Nel giro di alcuni anni riuscì ad ascendere ai gradi di sottotenente e in seguito divenne ufficiale del vascello HMS Eagle.
La navigazione al Polo Sud
Nel 1766 Cook venne scelto per guidare la nave HMS Endeavour, inviata dalla Royal Society con il compito di trovare una rotta più veloce da Londra a Batavia (l’odierna Giacarta) e di esplorare lo stretto di Capo di Buona Speranza. La missione comprendeva anche l’esplorazione del Pacifico Australiano e la ricerca dell’introduzione di specie vegetali straniere nel Regno Unito.
Il 13 luglio 1768, Cook lasciò Plymouth con a bordo un equipaggio composto da oltre 100 persone. La spedizione incontrò notevoli difficoltà durante il viaggio verso Capo di Buona Speranza e nell’esplorazione delle nuove terre esotiche.
Il 19 ottobre del 1769, Cook raggiunse la costa orientale dell’Isola del Sud della Nuova Zelanda. Le mappe realizzate da Cook furono utili per le future spedizioni britanniche e rappresentarono un punto di partenza fondamentale per lo studio cartografico delle acque intorno alle nuove terre scoperte.
Dopo essere arrivato in Nuova Zelanda, Cook proseguì il viaggio verso l’Australia e nel 1770 effettuò la prima mappa della costa orientale di quell’immenso continente. Queste esplorazioni hanno permesso al capitano Cook di ricoprire una posizione sempre più prominente nella Royal Navy.
La seconda spedizione
Dopo il successo delle sue prime imprese, Cook venne scelto per guidare la nave HMS Resolution e si recò nuovamente in Pacifico. La sua missione prevedeva di raggiungere il Polo Nord e di esplorare le isole più settentrionali della Groenlandia.
Il 1º luglio del 1773, Cook entrò nella baia di Hudson al largo delle coste della Nuova Scozia (Canada). La spedizione continuò fino a quando la nave raggiunse il Circolo Polare Artico. Tuttavia, Cook non riuscì ad arrivarci poiché lo stretto che divideva la Groenlandia dalla Spitsbergen era ghiacciato e inaccessibile.
La terza spedizione
Nel 1776 Cook venne incaricato della sua terza esplorazione, sempre con l’HMS Resolution. Questa volta si rese conto di dover eseguire una mappa precisa delle coste dell’America del Nord e studiare la zona intorno all’Oceano Atlantico.
Dopo aver visitato il Portogallo e l’Irlanda, Cook raggiunse l’Isola di Terranova (l’odierno Terranova e Labrador). Dopo pochi giorni entrò a New York per effettuare alcuni rifornimenti. Durante la permanenza in città venne invitato da importanti funzionari britannici della colonia.
Successivamente, Cook raggiunse le Isole di Bahama. Fu il primo esploratore occidentale ad avvicinarsi alla costa orientale del Mar dei Caraibi (Florida meridionale), a seguito dell’approdo delle navi spagnole nel golfo del Messico e sulle coste meridionali della penisola dello Yucatán.
La morte di Cook
Nell’estate del 1779, mentre le navi inglesi si trovavano in un porto remoto dell’isola delle Sandwich (odierno Hawaii), Cook condusse il suo equipaggio a sbarco per effettuare rifornimenti. Questa spedizione rappresentò l’unica occasione della sua vita che non riguardasse la ricerca scientifica.
Il 14 febbraio 1779, un gruppo di nativi del luogo si imbatté con i marinai e lo stesso Cook. Nel corso dello scontro il capitano venne ucciso e l’equipaggio fu costretto a tornare sulla nave per sfuggire alla minaccia.
La morte di James Cook segnò la fine dell’esplorazione europea del Pacifico Australiano durante questo periodo storico.
